Per completare questi post
introduttivi non posso non parlare della situazione che stiamo tutti vivendo,
uscita direttamente da un film distopico. Non pensavo mi sarei mai ritrovata a
vivere una pandemia e un lockdown, a dover mettere mascherine per andare a fare
spesa e a non vedere mio marito per…ormai ho perso il conto dei giorni. Tanti,
troppi.
La notizia ci è arrivata il 23
febbraio, di ritorno da una passeggiata al parco con la piccola. Scuole e nidi
chiusi a causa dei contagi in Lombardia nella parte più a ovest
dell’Emilia-Romagna. Nella nostra città non c’era nessun caso, il virus pareva
lontano, ma scuole e nidi hanno chiuso, in via precauzionale. E da lì è
cominciato il dramma, che ancora stiamo vivendo, per tutta la nazione.
Devo dire che la mia azienda è
stata rapida ad attivarsi: tutti i genitori hanno potuto usufruire
immediatamente dello smartworking (che comunque era una pratica già diffusa in
azienda per due giorni alla settimana) e poco dopo è stato esteso a tutti.
Purtroppo è arrivata anche la cassa integrazione, ma nei giorni in cui si
lavora c’è un grosso problema.
Ovvero la figlia.
Mia figlia andava al nido e da
quando ha iniziato a 10 mesi devo dire che si è trovata benissimo. Si è
abituata subito, la mattina usciva di casa contenta e adorava le sue ‘dade’
(nome con cui chiamano le educatrici in questa zona). Ho notato grossi
miglioramenti e progressi da gigante, tanto che ora invece ho notato la cosa
inversa.
Comunque, non so se abbiate mai
lavorato a casa con una bimba di 15 (ora 18) mesi. Spero di no, perché lavorare
è praticamente impossibile. Fatevi voi una videocall con il capo e la bimba che
decide improvvisamente di piangere a dirotto per motivi sconosciuti, o doverla
mettere a dormire quando invece hai delle scadenze da rispettare. Magari se si
ha un lavoro flessibile in termini di orario può essere più fattibile, io sono
vincolata a ore, minuti, urgenze, meeting e non se ne parla. I
bimbi hanno
delle esigenze e lavorare davanti a un pc non permette di prendersi cura di
loro. La mia piccola non gioca da sola, si irrita se sto al computer e non le
presto attenzione, non riesce a stare tutto il tempo chiusa in casa, picchia
sulla porta per uscire, ha i suoi orari. E giustamente, direi io, a questa età
cosa si pretende? Che si intrattenga da sola? La devo piazzare davanti alla tv
dopo che praticamente tutti i medici dicono di evitarla i primi anni di vita?![]() |
| Questa non è la realtà... |
Lavoro o guardo la figlia? Tutte e
due le cose non le posso fare, o non riesco a farne manco una decentemente.
Chiaramente tante mamme mi hanno
detto che loro sono organizzatissime e riescono a lavorare, badare alla prole,
mettere a lievitare la pizza, imbiancare le pareti e il tutto su un piede solo.
Riescono anche a spiegare ai bimbi piccolissimi i motivi per cui non devono
uscire e i loro bimbi sono super comprensivi e assolutamente sereni. Che devo
dirvi, se non bravissime? Siete geniali e i vostri figli sono super
intelligenti. La mia non l’ha capito che c’è un virus in circolo, quindi Non per questo mi sento meno mamma o meno
brava, ho proprio smesso di preoccuparmi di queste stupide gare tra mamme
parecchio tempo fa. I bimbi non sono tutti uguali e neanche le mamme.
Non mi addentro su questioni
politiche, dico solo che 600 euro per una babysitter sono pochissimi (inoltre devi 1) trovarla 2) trovarne una adeguata 3) fidarti di un eventuale contagio) e che
tanti genitori non si possono permettere riduzioni (ulteriori) dello stipendi
con eventuali congedi. Ma lavorare si deve lavorare e pian piano si ricomincia…quindi
dove li mettiamo i bambini? Li diamo ai nonni che, ops, sono i più a rischio? Lo
sappiamo sì che gran parte dei genitori non vive vicino ai nonni o potrebbe
averli anziani o comunque non in grado di occuparsi dei figli? Nessuno dice che
le scuole o gli asili siano parcheggi, ma fingere che non diano una mano ai
genitori che in quelle ore lavorano secondo me significa semplicemente essere
miopi o mancanti d’intelligenza (vorrei utilizzare un altro epiteto ma sono una
signora, anche se inizio a far fatica…).
Ovviamente in tutto questo...spetta tutto alle madri. Ecco. Madri che dovranno rinunciare al lavoro, madri che si stanno già sobbarcando di tutto e di più in questi mesi, madri che devono portare sulle spalle il peso di una società che non si rende conto che esistono ANCHE i padri e che DEVONO (e per fortuna in molti casi VOGLIONO) fare la loro parte.
Ovviamente in tutto questo...spetta tutto alle madri. Ecco. Madri che dovranno rinunciare al lavoro, madri che si stanno già sobbarcando di tutto e di più in questi mesi, madri che devono portare sulle spalle il peso di una società che non si rende conto che esistono ANCHE i padri e che DEVONO (e per fortuna in molti casi VOGLIONO) fare la loro parte.
Si accettano borse di Mary
Poppins (o direttamente Mary Poppins), soluzioni magiche, parole di conforto,
whiskey (non il ragnetto) doppio liscio, babysitter che non costino un rene e psicologo
h24.

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