Non so più ormai quante volte ho
cancellato questo post per trovare l’incipit perfetto, ma ahimè, sono ancora
qua ferma a cercarlo. Per questo motivo mi butto e scrivo di getto, altrimenti
rimarrò ferma per sempre e a breve il pisolino della birichina sarà finito,
così come il mio tempo libero.
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| Credit: Tina Nord |
Quando ho deciso di tornare a
scrivere un blog l’ho fatto perché ero stanca, perché non ne potevo più, perché
mi piace scrivere cose (non sempre sensate, ma pazienza), perché la mia
esperienza precedente era stata divertente, perché avevo bisogno di un piccolo
rifugio virtuale su cui ritagliarmi il mio angolino e farne ciò che volevo. Solo
che non volevo riprendere il mio blog precedente, incentrato soprattutto sulle
mie letture, perché da allora sono passati ben 8 anni e sono cambiate tante
cose, io in primis, e sentivo che parlare di libri non era l’unica cosa che
volevo fare.
Ma cosa volevo io? Ecco, da quando sono diventata mamma mi sono posta
questa domanda milioni di volte, senza mai trovare una risposta soddisfacente.
Il punto è che in certi momenti non so ancora cosa voglio, non a livello
concreto e fattuale, ma diciamo che generalmente un’idea ce l’ho.
Voglio equilibrio. Per me equilibrio vuol dire trovare il famoso punto
medio tra vita famigliare e lavorativa, tra necessità della figlia, della
coppia e personali, tra il voler fare sempre tutto perfettamente e l’imparare a
delegare e chiedere aiuto, tra cibi sani, genuini e biologici e Sofficini tutte
le sere. L’equilibrio per me è capire fin dove posso farcela senza impazzire,
imparare che non tutto è possibile, soprattutto con una bimba, ma che tutto non
è impossibile. Che posso trovare
soddisfazione come mamma e come donna e come lavoratrice. È un sottile filo affilato come una lama di rasoio, utopico come il Sacro Graal, ma credo sia quello che mi serva per mantenere un po’ di sanità mentale.
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| Credit: Sebastian Vortman |
E questo equilibrio tradotto in
blog per me significa poter parlare di tutto, cose serie e cose frivole,
problemi, perplessità, cose che mi fanno felice, tematiche che mi stanno a
cuore. Non voglio essere una mamma blogger e parlare solo di bimbi (ho l’orticaria
al solo pensiero), o una bookblogger (sarebbe bello leggere come una volta, ma
non è proprio possibile) e nemmeno una beauty blogger (considerato lo stato
delle mie unghie avrei la stessa credibilità di un venditore di frigoriferi al
Polo Nord). Non voglio proprio essere una blogger di nulla, voglio
semplicemente parlare. O meglio scrivere. Che sia delle ultime prodezze di mia
figlia o del fondotinta copri-occhiaie-da-notti-insonni-causa-denti o dell’ultimo
fantastico libro che ho letto, non importa. Che sia delle difficoltà che in
qualità di donna e mamma mi capitano lungo la vita o che sia della leggerezza
di un episodio divertente, non m’importa.
M’importa di scrivere, magari di
confrontarmi, di parlare con chi, come me, ha mille interessi e poco tempo, con
chi si ritrova nelle mie parole e con chi invece vede la vita in un altro modo.
Dopotutto l’equilibrio non è uguale per tutti e non è uguale nel tempo, penso che
sia una continua ricerca, un lavoro che non finisce mai.
Quindi non stupitevi se un giorno
mi troverete a parlare di trucchi e il giorno dopo di diritti delle donne. Dopotutto
noi donne siamo multitasking!


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