L'eterna ricerca

sabato 16 maggio 2020

Non so più ormai quante volte ho cancellato questo post per trovare l’incipit perfetto, ma ahimè, sono ancora qua ferma a cercarlo. Per questo motivo mi butto e scrivo di getto, altrimenti rimarrò ferma per sempre e a breve il pisolino della birichina sarà finito, così come il mio tempo libero.

Credit: Tina Nord
Quando ho deciso di tornare a scrivere un blog l’ho fatto perché ero stanca, perché non ne potevo più, perché mi piace scrivere cose (non sempre sensate, ma pazienza), perché la mia esperienza precedente era stata divertente, perché avevo bisogno di un piccolo rifugio virtuale su cui ritagliarmi il mio angolino e farne ciò che volevo. Solo che non volevo riprendere il mio blog precedente, incentrato soprattutto sulle mie letture, perché da allora sono passati ben 8 anni e sono cambiate tante cose, io in primis, e sentivo che parlare di libri non era l’unica cosa che volevo fare.

Ma cosa volevo io? Ecco, da quando sono diventata mamma mi sono posta questa domanda milioni di volte, senza mai trovare una risposta soddisfacente. Il punto è che in certi momenti non so ancora cosa voglio, non a livello concreto e fattuale, ma diciamo che generalmente un’idea ce l’ho.

Voglio equilibrio. Per me equilibrio vuol dire trovare il famoso punto medio tra vita famigliare e lavorativa, tra necessità della figlia, della coppia e personali, tra il voler fare sempre tutto perfettamente e l’imparare a delegare e chiedere aiuto, tra cibi sani, genuini e biologici e Sofficini tutte le sere. L’equilibrio per me è capire fin dove posso farcela senza impazzire, imparare che non tutto è possibile, soprattutto con una bimba, ma che tutto non è impossibile. Che posso trovare 


soddisfazione come mamma e come donna e come lavoratrice. È un sottile filo affilato come una lama di rasoio, utopico come il Sacro Graal, ma credo sia quello che mi serva per mantenere un po’ di sanità mentale.

Credit: Sebastian Vortman
E questo equilibrio tradotto in blog per me significa poter parlare di tutto, cose serie e cose frivole, problemi, perplessità, cose che mi fanno felice, tematiche che mi stanno a cuore. Non voglio essere una mamma blogger e parlare solo di bimbi (ho l’orticaria al solo pensiero), o una bookblogger (sarebbe bello leggere come una volta, ma non è proprio possibile) e nemmeno una beauty blogger (considerato lo stato delle mie unghie avrei la stessa credibilità di un venditore di frigoriferi al Polo Nord). Non voglio proprio essere una blogger di nulla, voglio semplicemente parlare. O meglio scrivere. Che sia delle ultime prodezze di mia figlia o del fondotinta copri-occhiaie-da-notti-insonni-causa-denti o dell’ultimo fantastico libro che ho letto, non importa. Che sia delle difficoltà che in qualità di donna e mamma mi capitano lungo la vita o che sia della leggerezza di un episodio divertente, non m’importa.

M’importa di scrivere, magari di confrontarmi, di parlare con chi, come me, ha mille interessi e poco tempo, con chi si ritrova nelle mie parole e con chi invece vede la vita in un altro modo. Dopotutto l’equilibrio non è uguale per tutti e non è uguale nel tempo, penso che sia una continua ricerca, un lavoro che non finisce mai.

Quindi non stupitevi se un giorno mi troverete a parlare di trucchi e il giorno dopo di diritti delle donne. Dopotutto noi donne siamo multitasking!

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